Rediscovering the Eurasian Otter (Lutra Lutra L.) in Friuli Venezia Giulia and Notes on its Possible Expansion in Northern Italy.

Pavanello, M., Lapini, L., Kranz, A., Iordan, F., 2015.

IUCN/SCC Otter Specialist Group Bulletin, 32 (1): 12 – 20.

Presentazione

La lontra eurasiatica (Lutra lutra) è recentemente ricomparsa in Friuli-Venezia Giulia, regione nella quale si era estina negli anni ’60, nell’area del comune di Tarvisio. La conferma della colonizzazione dei corsi d’acqua del tarvisiano da parte della lontra si è avuta nel 2014 con il ritrovamento cospicuo, in quest’area, di fatte (“spraints”), segni che sono la prova incontrovertibile della presenza della lontra nel territorio.

Lo scopo del nostro studio è stato quello di analizzare la dieta della lontra nel tarvisiano tramite l’analisi delle spraints in quanto lo studio della dieta è fondamentale per descrivere l’ecologia di una specie e di conseguenza per impostare piani di conservazione e gestione della stessa. L’analisi al microscopio delle spraints risulta essere ad oggi il metodo più semplice ed utilizzato in letteratura per lo studio della dieta della lontra. Tuttavia, negli ultimi anni, recentissime tecniche di analisi genetica tramite Next Generation Sequencing (NGS), hanno fornito risultati molto affidabili nello studio dell’alimentazione di diverse specie di carnivori. Una delle tecniche più usate per lo studio della dieta dei carnivori utilizzando il NGS è la tecnica del DNA barcoding, che consiste nell’amplificazione di precise regioni del DNA presenti nelle fatte dei carnivori, che sono attribuibili alle specie ingerite dagli stessi. Il vantaggio di questa tecnica consiste nel fornire molte più informazioni dal punto di vista qualitativo (maggior numero di specie di prede rilevate) rispetto all’analisi al microscopio.

Perciò gli obiettivi di questo studio sono stati (1) investigare le preferenze trofiche della lontra sia rispetto ai tre taxa principali di prede (analisi qualitativa) riscontrate in Europa (pesci, anfibi e gamberi) sia rispetto alle classi dimensionali dei pesci predati (analisi quantitativa), confrontando i dati ottenuti dalla dieta con i dati ottenuti tramite campionamento di electrofishing nei corsi d’acqua nell’area di Tarvisio (Friuli-Venezia Giulia); (2) verificare l’applicabilità della tecnica del barcoding nello studio della dieta della lontra, come tecnica complementare per aumentare la raccolta di informazioni di tipo qualitativo sulle preferenze alimentari della lontra. Nell’ambito di questo secondo obiettivo questo lavoro si pone come uno studio pilota in quanto l’utilizzo della tecnica del barcoding non è ancora stata testata su questa specie.

L’analisi della dieta è stata effettuata su 102 spraints raccolte nel tarvisiano tra giugno 2016 e febbraio 2017. Tutti i campioni sono stati analizzati al microscopio mentre un sotto-campione di 50 spraints è stato analizzato anche tramite l’analisi di DNA barcoding.

I risultati ottenuti tramite l’analisi tradizionale sono in linea con studi di vari paesi europei: i pesci risultano la preda principale seguiti da anfibi e gamberi sia a livello annuale che a livello stagionale. I pesci predati appartengono a due taxa: Salmonidi, con maggior frequenza di predazione, e scazzone. Questo risultato riflette i dati ottenuti tramite electrofishing che rivelano per l’area di studio un’elevata densità di Salmonidi ed una bassissima densità di scazzoni, alloctoni nei corsi d’acqua oggetto d’indagine. Da un punto di vista quantitativo, la lontra ha dimostrato una selettività per individui di Salmonidi appartenenti alla classe di 100 mm. L’analisi della dieta tramite barcoding ha confermato quanto ricavato dall’analisi al microscopio per quanto riguarda il taxon dei Salmonidi, rilevando come parte delle sequenze ricavate fossero attribuibili a trota fario. Per quanto riguarda gli altri taxa rilevati dall’analisi tradizionale, non è stato possibile avere identificazione a livello specifico o di genere tramite barcoding. Inoltre, alcune sequenze sono state assegnate a specie non presenti nell’area di studio, questo a causa della mancanza di sequenze del marker 18S-V9 nei database di riferimento online per molte delle prede presenti nell’area di studio.

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